“Guardava quella casa, davanti a sè, e pensava alla misteriosa permanenza delle cose nella corrente mai ferma della vita. Stava pensando che ogni volta, vivendo con loro, si finisce per lasciare su di loro una mano leggera di vernice, la tinta di certe emozioni destinate a scolorare sotto il sole, i ricordi.”
A. Baricco, Tre volte all’alba.
spud-co ha chiesto: Caio, ho cambiato diecimila volte il tema della tesina perché " L'idea è bella, originale però . . ." Però a te non piace brutto idiota?! Ah e sì, mancano anche a me le cartucce. <3 Tanto ammmore.
Argh, che nervi.
A quanto pare non sono l’unica allora haha
Il tema ce l’ho da Settembre dopo aver letto Il linguaggio segreto dei fiori, e ora mi ritrovo al punto iniziale ma con una bibliografia in più che piange. Detesto fare come vogliono gli altri!
Anonimo ha chiesto: Che argomento porti per la tua tesina?
L’abbandono.
L’abbandono minorile (e non solo) nei suoi diversi aspetti e conseguenze.
In sè l’argomento mi piace, ma certi professori ti fanno veramente cadere le braccia.
(Ero partita con un’idea bellissima e, a perer mio, originale. Ma alla maggioranza dei professori non stava bene (troppo lunga e blablabla).
Il bello è che ti dicono: “Deve piacere a te”, ma sono poi gli stessi a fartela quasi odiare.)
Ciao, la mia tesina fa quasi schifo, non ho cartucce per stampare il quadro di copertina e io vorrei sotterrarmi.
(Certe ragazze che: *alicenonguardare, alicenonguardare, alicenonguardare, alicenonguardare, alice.non.guardare*.)
Se solo le persone che abbiamo vicino ci facessero le domande che ci fanno i tassisti, e i tassisti le domande delle persone che abbiamo vicino. Se solo chi è con noi si preoccupasse meno di come stiamo. “Come stai?” è una domanda da sconosciuto. Quello che le persone vicine devono sapere, è come vogliamo stare, dove vogliamo arrivare. Tutto quello che dovresti dirmi, è “Dove la porto?”.
- dapa
(via lalunereve)
(Fonte: paginedidiario, via animeassiderate)
Ogni volta provo a farmi scivolare tutto addosso, ma altrettante volte mi accorgo quanto, di fatto, non ci riesca (neanche un po’).
Tutto questo mi sta scomodo, queste faccie di polistirolo mi stanno strette.
Non sono fatta per questo mondo, non sono fatta per sentire/vedere/intuire tante cose. Sono fatta, piuttosto, per rimanere nel mio velo di individualità e riservatezza. Io e poche persone, chè non è un velo tanto largo il mio.
Alice, (barely) 19teen e un'anima imprigionata in un corpo tanto da sentirsi stretta.
Detesto tante cose ma riesco ad amarne altrettante.
Mi innamoro delle parole, che provocano in me inevitabili sinestesie, e dei libri, e delle fotografie […]. Alcune volte anche delle persone.
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